Air France è il vostro modello di società

Articolo scritto per TRed.

Tutti hanno negli occhi le immagini del quasi-linciaggio della dirigenza di Air France, assaltata da una folla di lavoratori a rischio licenziamento. C’è un motivo per cui quelle immagini hanno così colpito l’opinione pubblica europea: non sono scene a cui siamo abituati. Non lo sono da decenni. Quelle immagini richiamano un passato lontano, in cui la conflittualità sociale veniva espressa tramite forme implicite ed esplicite di violenza. Quei tempi – questo è il vero significato della vicenda Air France – si fanno oggi più minacciosamente vicini.

La (presunta) ripresa economica continentale si sta basando su centinaia di migliaia di lavoratori (siano essi dipendenti, autonomi, piccoli imprenditori, atipici) sistematicamente usati come forza produttiva a basso costo e a bassi diritti. Questo sta creando nel ventre della società una situazione di microconflittualità diffusa (in molti casi ridotta alla tragedia individuale) che non riesce ad avere uno sbocco politico di alcun tipo. In primo luogo perché le organizzazioni popolari hanno difficoltà – un po’ per la struttura del mercato del lavoro, un po’ per impreparazione culturale – a unificare delle situazioni geograficamente e funzionalmente distanti e a dargli così uno sbocco politico “costruttivo” così come hanno fatto negli ultimi decenni.

Ma questo succede anche perché dall’altra parte della barricata c’è un blocco sociale per niente intenzionato a cedere un centesimo delle quote di potere o di ricchezza accumulati negli ultimi decenni. Un blocco sociale di ricchi e potenti che nella sua arroganza ha dimenticato che lo stato sociale, la democrazia diffusa e i diritti sul posto di lavoro – più che una concessione delle classi dirigenti ai lavoratori – sono stati storicamente l’unico modo per rendere accettabile ai popoli un sistema economico basato sullo sfruttamento e sulla diseguaglianza.

Oggi in Italia quel sistema sta venendo demolito pezzo per pezzo. Deregolando il diritto del lavoro, picconando sistematicamente il sindacato, proponendo il superamento dei contratti nazionali, togliendo tasse sui ricchi per far pagare la sanità ai poveri, svuotando piano piano la democrazia dall’interno.

Sappiano gli autori di questo lento smantellamento che quello che è successo ad Air France non è che la naturale conseguenza del loro operato. Quella che stanno creando è una società in cui la gente comune è così debole di fronte ai soprusi dei privilegiati da non avere nessuno strumento non violento per far sentire la propria voce. Un modello che chiunque sano di mente dovrebbe voler evitare.

A patto, certo, che quel tipo di società a misura dei potenti non sia esattamente il suo progetto politico.

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