Tutto quello che dovete sapere sul congresso del Parti Socialiste di Hollande

Articolo scritto per TRed.

Giovedì 21 maggio gli iscritti del Partito socialista francese saranno chiamati a votare le quattro mozioni che si contendono il Congresso di Poitiers (5-7 giugno). Sarà questo il primo atto della settantasettesima assise congressuale della formazione erede dello Sfio di Jean Jaurès, che conta attualmente 159 mila iscritti (di cui solo 131 mila in regola con la quota annuale, e quindi aventi diritto di voto), 3200 sezioni e 273 deputati all’Assemblea Nazionale (su 577).

La situazione per i socialisti francesi non è certo facile. Hollande, eletto tre anni fa Presidente della Repubblica, ha impresso durante l’anno passato una svolta nettamente centrista all’azione governativa nominando suo primo ministro il social-liberale Manuel Valls.

Questa linea, non molto coerente con la campagna elettorale gauchista di Hollande (”Il nostro nemico è la finanza!”), non ha però pagato dal punto di vista elettorale. Le elezioni dipartimentali di fine marzo hanno visto il crollo del partito (fermatosi al 16% dei consensi) e la crescita della destra di Nicolas Sarkozy (Ump, che a giugno verrà rinominato “Les Républicains”) e dell’estrema destra di Marine Le Pen (Front National). Questa situazione non facile può aver pesato sulla situazione organizzativa del partito, i cui iscritti in regola con la quota annuale sono passati dai 173 mila del 2012 ai 131 mila di quest’anno.

Il sistema congressuale prevede due momenti di voto: uno giovedì 21 maggio in cui gli iscritti voteranno le quattro mozioni, in base alle quali si comporrà proporzionalmente il Consiglio Nazionale del partito; l’altro giovedì 28 maggio, in cui gli stessi dovranno votare il nuovo segretario nazionale scegliendo fra i primi firmatari delle due mozioni più votate la settimana precedente.

Il grande favorito è il segretario uscente Jean-Christophe Cambadélis, primo firmatario della mozione A (“Il rinnovamento socialista”). Attorno a lui si sono stretti la gran parte dei maggiorenti del partito, indifferentemente dalla loro linea politica. Questa è la grande debolezza di Cambadélis, accusato di aver costruito una mozione col solo fine di tenere unita un’eterogenea maggioranza a favore dello status quo. Il testo della mozione, nonostante l’appoggio della destra liberale del partito (di cui Valls è il leader più riconosciuto), è orientato su posizioni tradizionalmente socialdemocratiche. Il suo obiettivo “minimo” è quello di conquistare la maggioranza assoluta del Consiglio Nazionale senza doversi alleare con nessuna delle due mozioni minori (la C e la D).

Il principale sfidante è Christian Paul, espressione dei cosiddetti “frondisti” (mozione B, “A sinistra, per vincere!”)  – cioè di quel gruppo di parlamentari della sinistra socialista che sulla politica economica sta dando parecchio filo da torcere al Governo. La mozione rispecchia fortemente questo conflitto chiedendo una politica economica meno liberista e più marcatamente keynesiana. Pur non potendo aspirare alla guida del partito, l’obiettivo dei frondisti è quello di tenere la mozione Cambadélis sotto il 50%, così da indebolire il Governo (magari inducendo Hollande ad un rimpasto) e da rafforzare la propria posizione nel Partito e nel paese.

Annunci

I commenti sono chiusi.