Si potrebbe nominare un responsabile Organizzazione, per esempio

Articolo scritto per TRed.

E’ di oggi la notizia che le tessere 2014 del Pd non stiano andando a ruba: c’è chi dice che siamo sui 60 mila rinnovi, chi sui 100 mila.

Ci sono alcuni dati da considerare: in primo luogo, nel terribile 2013 (ve le ricordate le Politiche di Bersani?), il Pd era comunque riuscito a fare 539.354 iscritti, quasi 40 mila in più rispetto all’anno precedente. Diciamocelo: se fossero stati 540 mila iscritti veri, il Pd sarebbe stato uno dei partiti più radicati del continente europeo. Invece, quelle iscrizioni erano frutto soprattutto della logica congressuale (paradossalmente, visto che gli iscritti non contano praticamente più nulla): per semplificare, il modo neo-notabilare con cui è articolato il potere all’interno del Pd porta le varie cordate (che chiamarle correnti sarebbe nobilitarle) a cercare di tesserare anche i morti. Un po’ come succedeva nella vecchia Dc. Insomma, il numero degli iscritti è gonfiato dalla lotta senza quartiere fra i vari “eletti” che si spartiscono il “potere” (che fa imbarazzo a chiamarlo così) a livello locale.

Il secondo dato da considerare è che i Democratici di Sinistra, al momento dello scioglimento, avevano 615 mila iscritti. Il processo di degenerazione correntizio del tesseramento era già iniziato, ma era ad uno stato decisamente meno avanzato di quello che conosciamo. Questo per dire che dentro quei 600 mila iscritti di “iscritti veri” ce ne erano assai di più che all’interno dei 539 mila del Pd. Tirando le somme, attualmente il Pd pesa nella società straordinariamente meno rispetto a quello che pesavano i Ds. E questo è un problema politico non solo per chi pensa che la sinistra dovrebbe avere le spalle grosse per contrastare i poteri della società (sensibilità di questi tempi poco diffusa), ma anche per chi è preoccupato per la formazione del consenso: senza una solida struttura alle spalle, si rinuncia di fatto all’orientamento dell’opinione pubblica. Che viene quindi orientata (anche contro di te) da altri attori, prevalentemente economici.

Non ci aspettiamo certo che i due responsabili Organizzazione dell’ultimo anno, Luca Lotti e Lorenzo Guerini, rendano conto di questo disastro. L’assunzione di responsabilità è una delle tante pratiche antiche che questa nuova generazione di politicanti ha deciso di rottamare. Molto più modestamente, proporremmo al nostro Segretario Renzi di togliere la delega all’amico Guerini, già oberato dal lavoro di vicesegretario e deputato, e di assegnarla a qualcuno che sappia fare l’organizzatore.

Sempre ammesso che l’Organizzazione interessi ancora.

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