“Ora: Confronto Pd. Fra poco: Cucine da incubo”

Articolo scritto per TRed.

Ieri gran parte delle nostre bacheche erano intasate da analisi, commenti, giudizi più o meno tifoseschi sul confronto televisivo fra i candidati alla segreteria del Partito Democratico – che, incidentalmente, è anche il partito a cui siamo iscritti.

Il contegno religioso con cui i militanti nelle sezioni guardavano acriticamente questo show, pigiando l’applausomentro il più velocemente possibile per favorire (sic) il proprio candidato, ci pare la perfetta immagine di cosa stia diventando la sinistra italiana: una federazione di comitati elettorali raccolti attorno alle personalità di leader tutti tesi ad apparire più fotogenici e moderni possibile.

La stessa struttura del programma, con questa ossessione per i tempi rapidi, come se il reale non chiedesse più analisi complesse (che infatti continuano a farsi, solo che lontane da una democrazia sempre meno influente sul destino dei popoli), con il suo televoto, con l’onnipresente pantheon (versione politica de “la pace nel mondo” dei concorsi di bellezza), con uno studio che non per caso è lo stesso di X-Factor, con le tifoserie da stadio in platea, dimostra una realtà sconsolante, di cui però bisogna prendere atto: la sinistra italiana, fra una primaria e l’altra, si è trasformata in un talent show.

Solo che, purtroppo per noi, questo show – e le tifoserie che intasavano le nostre bacheche – sono la cosa più lontana del vissuto quotidiano dell’italiano medio che ci potrebbe venire in mente. Questo schiacciamento verso il basso del discorso politico, che nella sua autogiustificazione servirebbe a riavvicinare il popolo alla politica, non fa altro che ampliare il solco, che renderlo forse incolmabile.

Questo congresso poteva essere l’occasione per ricominciare a parlare dei problemi dei lavoratori e dei cittadini che stanno soffrendo sul serio (non a parole) la crisi. Non è lo è stato. Abbiamo parlato dei 101 (“ma che, quelli di Crudelia Demon?”), abbiamo parlato della base santa contro il vertice malato: purtroppo, niente di tutto questo interessa quello che era il nostro elettorato.

Ieri sera si svolto in diretta nazionale il Festival dell’Autoreferenzialità della nostra comunità, fra gli strepiti e gli applausi di una tifoseria di militanti sempre più disabituata ad essere radicalmente critica con la realtà. Sempre meno abituata, quindi, ad essere di sinistra.

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