Il bipolarismo l’è morto

Articolo scritto per TRed.

Dopo l’irritualissima convocazione dei partiti di maggioranza al Colle, pare si stia ricominciando a parlare di riforma elettorale, con tanto di consueta nuova assurda bozza di mediazione.

Non abbiamo intenzione di entrare nel merito, almeno finché non si capirà se anche questo è un bluff come quelli degli ultimi 9 nove mesi1. Vogliamo solo far notare una cosa. Anche questa volta pare che la volontà sia quella di “salvaguardare il bipolarismo”.

Beh, abbiamo una cosa da dire ai teorici della stabilità (presunta) del bipolarismo: il bipolarismo è morto. L’hanno sepolto gli italiani, a febbraio, rompendo la gabbia che negli ultimi vent’anni era stata imposta alle culture politiche italiane, da sempre plurali e difficilmente sintetizzabili. Le due prime coalizioni hanno preso, rispettivamente, il 29,55% (centro-sinistra) e il 29,19% (centro-destra). Il 41,26% dei voti degli italiani (14 milioni di voti!) è andato agli altri “poli” (Movimento 5 Stelle, Centro).

Sarebbe tempo di prenderne atto. E di vivere nel paese reale, non in quello dei sogni.

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1.  Il punto è che, nel caso saltasse anche questa volta, c’è la possibilità che la Corte Costituzionale in dicembre dichiari incostituzionale il premio di maggioranza del Porcellum. Il quale, senza premio di maggioranza, diventerebbe un proporzionale con sbarramento al 5%. Esattamente come in Germania, paese come si sa ingovernabile.

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