La crisi e l’Agenda Rumor

Articolo scritto per TRed, il blog della sinistra dorotea.

“E’ stato detto – da parte liberale – che la programmazione è vecchia come il mondo e che noi la consideriamo come un rimedio taumaturgico. La verità è che la programmazione è si un fatto tecnico, uno strumento operativo – e sotto questo profilo ogni critica ed ogni suggerimento da qualunque parte provengano vanno accolti e serenamente valutati – ma è innanzi tutto un fatto democratico.

[…] Altrettanto è ovvio che per noi la programmazione non è in contraddizione ma è anzi collegata con il definitivo superamento della [negativa] congiuntura [economica],[1] del resto già in atto. La piena ripresa del nostro sistema produttivo è condizionata all’accrescimento degli investimenti e a quella ripresa sono legati problemi di piena occupazione, di salvaguardia dei salari, di efficienza competitiva, e più in generale la creazione e l’incremento delle risorse nazionali senza di cui alla politica di programmazione mancherebbero le premesse essenziali.

Noi esortiamo il Governo a realizzare quanto prima i provvedimenti annunciati per facilitare l’afflusso del risparmio al sistema produttivo: riconosciamo la validità dell’impegno di favorire una razionale lievitazione dei consumi interni; ma sottolineiamo con particolare interesse e raccomandiamo che si dia rapido corso alle intenzioni così opportunamente espresse di accelerare e concentrare i tempi d’attuazione di quegli imponenti stanziamenti già deliberati in settori nei quali la spesa pubblica anima il sistema produttivo, sollecita gli investimenti privati, crea servizi e infrastrutture che ne sono la condizione primaria. Credo sia questo un punto essenziale d’innesto tra l’azione congiunturale e la programmazione economica, che rimane la stella polare d’una politica economica moderna e coraggiosa di ordine, di equità, di progresso.”

Mariano Rumor, segretario della Democrazia Cristiana, 15 marzo 1966, accordando la fiducia al nuovo governo di centro-sinistra (Moro III). Programmazione o non programmazione, noi ci si accontenterebbe di un piano industriale serio.


1. chi scrive ultimamente legge molti documenti sui 50 anni di storia repubblicana italiana. In pochi casi il concetto di crisi non è affrontato.

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