Come sceglie i parlamentari il Labour

Articolo scritto per TRed.

Il 29 novembre i cittadini di Rotherham (South Yorkshire) saranno chiamati a scegliere il rappresentante alla Camera dei Comuni del loro collegio, dopo che quello attuale, il laburista Denis MacShane (in carica dal 1994), si è dimesso perché travolto da uno scandalo a base di rimborsi pubblici usati per fini privati.

Beh, come decidono i partiti inglesi chi candidare nei collegi? In modo abbastanza semplice (ne aveva parlato Europa qualche tempo fa): fanno un’assemblea degli iscritti che vota in una rosa di nomi il candidato preferito. Semplice e pulito. Non fosse per il fatto che, sulla scelta dei membri del Parlamento, a definire la rosa dei possibili candidati è il Comitato Esecutivo Nazionale (CEN), cioè quell’organo centrale di una trentina di persone che ha in mano la reale gestione del Labour fra una Conferenza annuale e l’altra (i loro congressi).

E qua, a Rotherham, c’è stato l’inghippo. Martedì sera gli iscritti vengono convocati per scegliere quello che sarà verosimilmente il loro prossimo rappresentante in Parlamento (il Labour vince il collegio di Rotherham ininterrottamente dal 1933). E si trovano di fronte ad una sorpresa: il Comitato Nazionale del partito ha presentato una rosa di due soli nomi, escludendo un candidato locale, tal Mahroof Hussain.

A questo punto i sostenitori di quest’ultimo, dalle cronache circa un centinaio di iscritti (metà dei presenti), se ne va gridando e strepitando. Gli iscritti che rimangono in sala, invece, scelgono fra i due candidati Sarah Champion (che a Rotherham lavora, ma non vive).

Per una democrazia tranquilla come quella inglese un caso come questo è abbastanza inusuale, e non per niente ha suscitato un bel po’ di discussione dentro e fuori al Labour. A tagliare le polemiche c’ha provato l’escluso Hussain twittando:

Amici, non sono stato inserito nella rosa di candidati per Rotherham. Ora abbiamo bisogno di sostenere uniti il prossimo candidato del Labour e mantenere Rotherham laburista.

Questo ovviamente non è bastato, e se il New Statesman’s ne approfitta per chiedere l’abolizione della scelta della rosa dei candidati da parte del nazionale, Labourlist (piattaforma laburista legata ai sindacati) chiede preoccupato quantomeno che la rosa dei candidati venga indicata da una commissione paritetica nazionale-locale. Perché “ogni selezione [di un candidato di collegio] che finisce nell’acrimonia è farina nel sacco di quelli che vorrebbero che la selezione avvenisse con le primarie“.

Il che, per gli standard inglesi (e ci spingiamo a dire europei), non starebbe né in cielo né in terra.

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