L’altro dogma Renzi

Post scritto per TRed.

Scrive Francesco Nicodemo:

Perché una competizione legittima e un momento davvero democratico come le primarie si devono trasformare nella delegittimazione dell’avversario? Da Fassina, a Rosy Bindi a Miguel Gotor l’unico argomento (in modo e in stile diversi) è stato: Renzi è di destra, Renzi è berlusconiano, Renzi è craxiano.

E su qualcosa ha ragione. Ha ragione sui toni francamente eccessivi di alcuni dirigenti del Partito Democratico, e ha ragione nel dire che questi toni eccessivi aiuteranno solo Renzi.

Sbaglia però nel pensare che l’unico argomento di quelli che non amano Renzi sia la delegittimazione personale. O meglio: una cosa è criticare l’indefinitezza della cultura politica di Matteo Renzi, un’altra è delegittimare la persona Matteo Renzi. E dire che Matteo Renzi si inserisce nel filone di pensiero liberista, dire che Matteo Renzi ha uno stile di comunicazione che riprende quello di Berlusconi, dire che Matteo Renzi “porta avanti un progetto politico moderato di chiara impronta craxiana” non è un insulto o un tentativo di delegittimazione. E’ un’opinione politica legittima.

Ed è una critica, certo, e anche pesante. Ma cosa ci si aspetta da una competizione iper-personalistica quale delle primarie per la premiership?

E allora, se Gotor esprime un parere sulla genealogia politica del programma di Renzi1, tutti a denunciare la gravissima delegittimazione personale. Se invece Renzi dà del dinosauro da rottamare (termine che, rivolto ad un essere umano, ha un suo peso) a destra e a manca, gli stessi tacciono. E gli stessi tacciono, perché, alla fine, più di ogni argomento razionale, conta lo spirito di parte.

E ai Renzi boys lo spirito di parte fa dimenticare un dettaglio non irrilevante: che stanno difendendo da quello che definiscono come delegittimazione politico-personale uno che ha costruito il suo consenso personale e la sua notorietà esclusivamente su di essa. In modo costante e sistematico.

E allora, sarà un dogma Renzi quello degli oppositori con la bava alla bocca, certo. Ma quello di Nicodemo (e di tanti altri) a noi pare tanto un dogma Renzi all’opposto: altrettanto cieco, altrettanto aprioristico. E altrettanto inutile.

P.S. Francesco Nicodemo ci ha risposto in questo post, che noi sinceramente sottoscriviamo. Esplode la concordia discors.


  1. Parere che ci pare un po’ azzardato, ma perfettamente incluso nell’ambito di studio di uno storico che si occupa degli anni ’70-’80 italiani. Speriamo che Gotor abbia altre occasioni per spiegare questa sua genealogia in modo completo e motivato. Nel frattempo, ci limitiamo a notare come nel 2012 alcuni ritengano tale genealogia come una delegittimazione (Nicodemo per esempio, ma è in buonissima compagnia). E allora, la buttiamo là: da Tangentopoli sono passati vent’anni giusti, magari non sarebbe il tempo di inziare a superare la visione di “Craxi (a.k.a. “il male assoluto”) versus Berlinguer (a.k.a. “la Madonna“)?.

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1 commento »

  1. il nuovo che disavanza said

    http://www.qelsi.it/2012/matteo-renzi-ha-speso-20-milioni-di-euro-da-presidente-della-provincia-pagati-dal-contribuente/

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