Nove cose del programma di Hollande che probabilmente non sapete

Post scritto per TRed, il blog della sinistra vetero-internazionalista.

L’elezione di Hollande a presidente della Repubblica Francese ci ha spinto ad una lettura integrale del suo programma (che qui vedete in foto col nostro Palmiro), articolato in 60 brevi punti. Leggendolo, ci siamo resi conto che oltre alle cose riprese dai media italiani (principalmente: eutanasia, eurobond, pensioni a 60 anni), ce n’è qualcun’altra di interessante. Ecco a voi una rapida rassegna (fra parentesi la fonte).

1. La creazione di una banca pubblica d’investimento, finanziata da fondi regionali e indirizzata alla conversione ambientale dell’industria, alle imprese sociali e ai “settori strategici per lo sviluppo della Francia”. Anche attraverso l’acquisizione di partecipazioni azionarie (punto 1). E questo, legato ad una ferma difesa delle partecipazioni statali attuali (punto 5), non è poca cosa.

2. Un patto con le imprese per un “movimento di relocalizzazione”, tramite sgravi fiscali e aiuti diretti a chi riporta la produzione in Francia (punto 3). Per dire: l’Italia ancora oggi offre aiuti e sgravi alle aziende che vogliono delocalizzare.

3. Una riforma della tassazione sulla sanità privata, che “metta fine all’equiparazione della sanità pubblica con quella privata” (punto 19).

4. Una legge che metta gratuitamente a disposizione degli enti locali i terreni dello Stato per creare alloggi popolari (punto 23). Forse un’applicazione più furba rispetto alla svendita del patrimonio statale da tanti proposta.

5. L’imposizione ai dirigenti statali di uno scarto massimo di salario di 1 a 20 rispetto a quelli di un funzionario base (punto 26).

6. L’inserimento all’articolo 1 della Costituzione di questo comma: “La Repubblica assicura la libertà di coscienza, garantisce l’esercizio dei culti e la separazione delle Chiese dallo Stato, conformemente al titolo primo della legge del 1905”. Mica scherzi, se si conosce il retroscena storico della legge del 1905 (punto 46).

7. Il passaggio della designazione dei responsabili delle televisioni e radio pubbliche dal Presidente della Repubblica e Governo ad una autorità indipendente (punto 51).

8. Il ritiro immediato delle truppe francesi dall’Afghanistan, entro la fine del 2012 (punto 59).

9. La separazione delle attività speculative delle banche da quelle utili agli investimenti e all’occupazione. Il divieto alle banche francesi di operare nei paradisi fiscali. La creazione di una tassa sulle transazioni finanziarie e di un’agenzia pubblica di rating europea. E per finire, la soppressione delle stock-options (tranne che per le aziende nascenti) e la regolamentazione dei bonus.

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