L’importanza di essere la sezione italiana del [partito europeo a scelta]

Post scritto per TRed.

Ieri Angelino Alfano ha detto una cosa: “Se Beppe [Pisanu] vuole aiutarci a costruire la sezione italiana del Ppe, bene!”.

Il Pdl è dentro al Ppe dalla nascita, insieme all’Udc. E su questo dato si giocherà la ricomposizione del fronte conservatore italiano nei prossimi mesi.

Nell’Aldr, il partito liberale europeo, ci sono i Radicali e l’Italia dei Valori.

Nel Pse, e ci scusino i compagni dello Psi, non c’è dentro nessuno di rilevante. Carsica, si è riaperta l’annosa discussione all’interno del Pd: Cofferati dice “entriamoci”, Pistelli dice “collaboriamoci, ma non entriamoci”.

Senza infilarci nella questione, possiamo solo dire che se l’ha capito Alfano che la collocazione europea nei prossimi anni sarà vitale per l’identità e la legittimazione dei partiti nazionali, beh, forse sarebbe l’ora che lo capissimo anche noi. E che ci mettessimo a discuterne senza ideologismi, senza abdicare alla nostra diversità nel campo progressista, ma anche e soprattutto senza “non moriremo socialdemocratici”.

Che poi è più o meno quello che diceva Berlinguer trent’anni fa, e che oggi a dirlo sia Beppe Fioroni fa un po’ strano.

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