La cogestione delle imprese, 91 anni dopo quel bolscevico di Giolitti

Articolo scritto per TRed.

Il 6 febbraio 1921 il presidente del consiglio Giolitti presentò alla Commissione Lavoro della Camera una proposta di legge a titolo “Controllo sulle industrie da parte dei lavoratori che vi sono addetti“, allegando i pareri positivi della Confederazione generale del lavoro e della Confederazione generale dell’industria italiana, rispettivamente i nonni delle attuali Cgil e Confindustria.

Come si arrivò a questa presentazione? Beh, con qualche migliaio di scioperi e centinaia di occupazioni di stabilimenti, cioè con quello che oggi chiamiamo “biennio rosso”. Sostanzialmente, nei mesi precedenti, il Governo aveva mediato fra operai e imprenditori ottenendo dai primi la fine dell’agitazione sociale e l’implicita rinuncia ad una soluzione rivoluzionaria, dai secondi un aumento dei salari (a far scoppiare la rivolta era stato il caro vita) e la promessa della cogestione operaia. Il disegno di legge di cui parlavamo sopra, quindi, era la concretizzazione di quella promessa.

Non sarà la prima e neanche l’ultima volta che nel nostro paese ci si dimenticherà di attuare una promessa svantaggiosa per gli interessi dei poteri forti. D’altronde, in quel periodo, l’Italia liberale era scossa da un problema di fondo: l’avvento dello squadrismo fascista.

Ciononostante, oggi, dopo 91 anni, noi che (come è noto) siamo dei dinosauri giurassici fermi al novecento, ci chiediamo se il principio della cogestione da parte dei lavoratori non sia ancora valido. E se lo chiedeva con noi, giusto un anno fa, anche l’insospettabile Veltroni.

E allora, rifacciamo partire il dibattito su questo tema. Cgil e Confindustria oggi sono contrari al principio di compartecipazione nella gestione dell’azienda? Pazienza. Noi, da parte nostra, crediamo che anche nel 2012 sia giusto e sacrosanto il principio che a decidere la linea di un’azienda non debba essere solo chi ha messo il capitale inziale, ma anche chi poi, quel capitale, lo fa fruttare col proprio lavoro. In Germania, nelle grandi e medie imprese, funziona da decenni così.

E sarebbe bello se in Italia, 91 anni dopo la mancata realizzazione delle richieste di cogestione avanzate movimento operaio cattolico e socialista, il partito erede di quelle due grandi esperienze sociali si facesse carico di ammodernare e presentare delle proposte in tal senso.

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