Su “Mozzarella Stories” di Eduardo De Angelis

Piccola premessa: dietro di me erano seduti, al mio arrivo, due simpatici signori, che proprio non sono riusciti ad aspettare la fine del film per scambiarsi i loro innumerevoli commenti. Quindi, tenete conto del fatto che il mio parere potrebbe essere stato leggermente modificato in peggio dalla loro molestissima presenza.

Allora, il film di oggi è Mozzarella Stories, di un altro “giovane” regista italiano, per altro esordiente. Non sarà granché, ma degli ultimi tre film che il signor Cinema Odeon mi ha proposto, due erano opere prime. La morale è che il nuovo cinema italiano si sta facendo spazio, che il rinnovamento culturale in un paese gerontocratico, bla-bla-bla. Molto bene.

Passando al film, sullo sfondo sta la storia di un mondo, quello dell’imprenditoria casearia (in questo caso, per l’appunto, la produzione di mozzarelle) che passa dal successo di fine anni ’90 alla crisi portata dalla concorrenza di nuovi attori economici, in questo caso i cinesi. Il tema mi sembra trattato in modo piuttosto autentico, con tanto di intolleranza partenopea e integrazione strisciante dei nuovi venuti.

In questo contesto vive un gruppo di personaggi, con le loro bassezze e i loro problemi, che seguiremo fino alle varie farse finali, condite con un po’ di sana tragedia, nella migliore tradizione italiana. Alcuni rapporti fra i personaggi sono piuttosto interessanti, altri un po’ sacrificati all’altare della commedia. Si ride, poco, ma si ride. Non si piange per niente, invece. Gli attori fanno il loro lavoro, niente di più, niente di meno. Una perplessità: ad un certo punto, viene introdotta una storia piuttosto effimera e lunga, che trovo giustificata solo nella prospettiva di una citazione di Palombella Rossa di Moretti. Cioè, per quanto riguarda la pallamano e compagnia. Mah.

Conclude la composizione una bella morale sul senso della vita, di cui potevamo anche fare a meno. Musiche pessime (in tutta la lunga scena iniziale la musica rendeva incomprensibile le conversazioni). Voto: 6,5.

CRITICA DELLE CRITICHE
Mah, un po’ tutte le critiche che ho letto buttano dentro una forte influenza di Kusturica, che oltre ad essere il coproduttore è quello che ha fatto in modo che sto film passasse da medio a lungo metraggio, da quello che ho capito. Io sta forte influenza proprio non ce l’ho vista. Ma sarà che di cinema, io, non ci capisco un cazzo.

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