Su “Diciotto anni dopo” di Edoardo Leo

Filmstudio di oggi ci proponeva “Diciotto anni dopo“, regia di Edoardo Leo. A grandi linee, la trama è questa: dopo 18 anni (ma dai) dalla morte della madre, due fratelli si ritrovano per il funerale del padre. Il fatto è che, per motivi che via via verranno chiariti, non si parlano da allora e, per volontà del defunto, dovranno compiere un viaggio in macchina da Roma a Palmi, in Calabria. Il film si incentra quindi sui complessi rapporti personali che negli anni si sono intrecciati fra i due fratelli e fra il fratello di Roma e sua moglie. Chiaro era l’intento del regista di alleggerire questi temi pesantucci con continue (e spesso non efficacissime) battute e gag, spingendo il pubblico ad emozionarsi per una scena drammatica e, subito dopo, a ridere di gusto. I personaggi principali recitano piuttosto bene, ad eccezione di Eugenia Costantini: tanto figa quanto cagna. Oddio, non darei neanche tutta la colpa a lei, poraccia, dato che si trovava nei panni del personaggio più caricaturale che si potesse inserire per vivacizzare il rapporto fratello-fratello, ma insomma, la sua recitazione è una delle note stonate del film. Cioè, secondo me volevano ottenere la tipica tipa figa e strana, quando invece hanno ottenuto una tipa figa sì (diamo a Cesare quel che è di Cesare), ma francamente insopportabile nella sua sentenziosità. Sempre a lei è legato il “colpo di scena” finale, na roba da prendere, alzarsi e uscire dal cinema, se non fosse che è collocato nella penultima scena.

In definitiva, “Diciotto anni dopo” mi è piaciucchiato. Anche se, mi viene da dire, un tema così complesso come il rapporto fra i due fratelli è stato trattato forse troppo superficialmente, anche per non cadere nella pura “drammaticità”. E forse è proprio questo che non mi ha convinto: il collocarsi del film a metà strada fra commedia e tragedia, senza prendere con convinzione né l’una né l’altra strada. Scelta anche coraggiosa, certo, ma che forse avrebbe richiesto un po’ di più maestria ed esperienza di quella dell’esordiente regista Leo. Voto: 6/7 (ma senza colpo di scena finale sarebbe stato un sette pieno).

P.S. comunque la Costantini la perdoniamo e la perdoneremo sempre per un motivo: Boris.

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3 commenti »

  1. uòòòòòòòòòòòòòò poggi critico!! di più di più sempre di più!

  2. Ste Poggi said

    Su le mani!

  3. le mani le mani le mani fatate

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