Concentratevi sul video e sulla canzone. Non trovate qualcosa di diabolicamente geniale?
P.S. nota videografica: l’artista è ucraino, e si chiama Verka Serduchka. E questa è la presa in diretta dell’eurovisione 2007.
Concentratevi sul video e sulla canzone. Non trovate qualcosa di diabolicamente geniale?
P.S. nota videografica: l’artista è ucraino, e si chiama Verka Serduchka. E questa è la presa in diretta dell’eurovisione 2007.
Chi non muore si rivede. Essendo io vivo, e a quanto pare anche voi se state leggendo, è normale che ci si riveda, o meglio, che ci si risenta.
Il mio ultimo post risale ad esattamente dieci mesi fa. Dieci lunghi mesi. Rileggendo i post dei primi tempi mi capita di sorridere di fronte alla mia ingenuità di allora. Fra dieci mesi sorriderò all’ingenuità di questo post, forse. Fatto sta che in dieci mesi di cose ne sono cambiate. Io sono cambiato, mi sono diplomato, ho fatto, come si dice, “esperienza”, insomma sono stato influenzato dai fatti della mia vita. In dieci mesi siete cambiati anche voi, immagino. E in dieci mesi è cambiato lo scenario politico, italiano e mondiale. Rimanendo autarchicamente nel nostro giardino di casa, il Pd è cambiato completamente. Al partito leggero si è sostituito il partito pesante, all’andar-da-soli la disperata ricerca di un partner elettorale. A Veltroni Franceschini. A Franceschini nessuno. Ne sono successe di cose. Il fenomeno Serracchiani, le europee, Noemi. Tutti ottimi argomenti da approfondire. Se non fosse che sono già demodè. Quindi, cari amici e amiche, cari nemici e nemiche, non ci resta che sperare che la politica italiana rimanga ancora a lungo foriera di capovolgimenti fulminei, di contraddizioni, di analogie col passato, di divertimenti, di mozioni, di scissioni, di congressi,di papi e di antipapi.
Dal punto di vista prettamente internettiano i miei siti di interesse son cambiati. Gianni Cuperlo rimane sempre un faro nelle tenebre, ma a lui si sono aggiunti Sofri (con la sua leggera e, devo ammettere, in gran parte motivata spocchiosità) e Civati. Zoro rimane, e con lui la Fondazione Daje. Adinolfi perde punti dopo la sua ennesima candidatura a tempo perso. Facebook impera, al di sopra di tutto e tutti. Da segnalare in ultimo Termometro Politico, che è riuscito a riprendere la grande esperienza del mai abbastanza rimpianto politicaonline.net, grazie al quale, nel lontano 2006, il sottoscritto si diede alla militanza attiva.
La pubblicazione non sarà più quasi-giornaliera come un tempo, questo è poco ma sicuro. Al tempo stesso non posso assicurarvi di non cadere nella tentazione civatiana di postare mini-articoli in relazione alle news del momento.
Detto questo, vi saluto per ora. Fra qualche giorno (oggi, domani, chissà!) scriverò un’analisi che mi sta formando nella mente da qualche tempo. Vedrete.
Tante care cose.
Ebbene, l’ora è giunta, me ne vo in Francia (precisamente a Bullion) col compagno Cosimo. Con me il Faust di Goethe (non per fare il figo, ma perché “Per chi suona la campana” era della biblioteca e ho dovuto ridarlo) e tanta speranza. Ritornerò il 25 luglio, se non ricordo male. E poi ripartirò subito per la ridente località montana di Asiago. Quindi aggiornerò a fine agosto o giù di lì. Nel frattempo, buon divertimento.
E’ costituita ufficialmente l’associazione cultural-sportiva-politica “Demointeristi – Democratici Internazionalisti Italiani”. Possono aderire tutti coloro che si riconoscono nel Partito Democratico e che sono di comprovata fede interista. Per ora questa sarà la pagina ufficiale dell’associazione, che strutturandosi avrà un suo sito autonomo.
Per ora i quadri sono:
Presidente Onorario: Alberto Macilotti.
Iscritti: Stefano Poggi, Cosimo Cacciavillani, Sebastiano Poggi, Enrico Peroni, Giovanni Selmo, Edoardo Lorenzi, Giacomo Possamai, Giacomo Bez, Giannetto Poggi.
Chi volesse aderire lo comunichi al sottoscritto plogger.
Cari assidui lettori, il sottoscritto da domani fino a domenica 14 sarà allegramente in quel bel paese che è la Grecia. Quindi, vi saluto, aggiornerò ad elezioni fatte.
Un’ombra si aggira per la politica italiana: è il Partito Socialista, sintesi delle frattaglie ex-socialiste sparse in tutto lo scacchiere politico (dal Pd al Pdl) riunite sotto l’egida del valoroso Boselli. Ma non voglio parlare del partito in sè oppure del suo programma, peraltro largamente condivisibile. Voglio parlare solo del suo destino. Le possibilità davanti a questo nuovo soggetto politico sono due: o superare il muro del 4% alla Camera, oppure morire, sfaldarsi al sole come una rosa appassita. La prima possibilità è a dir poco ostica, tanto che Luigi Crespi, ex-sondaggista di Berlusconi e ora spin-doctor di Boselli, nei suoi sondaggi stima il Ps solo al 2%. Ora, i miracoli elettorali possono sicuramente avvenire, ma, in quanto miracoli, sono al di fuori della razionalità umana e io non sono fornito di un modello più avanzato di razionalità. Quindi prenderò in considerazioni l’altra possibilità: la morte del Ps. Essa però in diverse modalità: dissolvimento o assorbimento. Un principio di dissolvimento si verificherà subito dopo la sconfitta: i dirigenti del Ps, provenienti o dall’area ex-Pd o dall’area ex-Cdl ritorneranno, per così dire, all’ovile. Si avranno dei casi eclatanti a livello nazionale e molti silenziosi transfughi a livello locale. L’entità di queste dipartite dipenderà ovviamente dalla linea politica tenuta dalla dirigenza e soprattutto dalla ancora non sperimentata solidità di un gruppo dirigente appena formato. Nel caso il Ps non si dissolvesse la dirigenza si troverebbe di fronte un vicolo cieco: senza parlamentari, quindi senza visibilità e finanziamenti pubblici. Si dovrà dunque optare ad un avvicinamento o al Pd o alla Sinistra. In entrambi i casi la decisione sarà difficile a prendersi: il Pd ha una politica economica simile a quella del Ps, ma in campo di laicità ha posizioni molto più “moderate”. Per di più il Pd potrebbe anche richiedere il semplice assorbimento di una forza che ha costruito la propria campagna elettorale sull’aspra critica verso Veltroni e il suo progetto “neocentrista”. Con la Sinistra, invece, avrebbe problemi in campo economico, e, soprattutto, una grande distanza fra le varie basi, una legata in gran parte al compianto Psi craxiano e una legata alle figure ex-comuniste e (più di quanto si pensi) a un’ideologia radicale. Insomma, solo il tempo potrà dire come andrà a finire, ma per il Partito Socialista si preannuncia una maro, amaro destino.
Tante care cose