Ho scritto una cosa per TRed, il nuovo blog della sinistra che ha sonno.
Ieri mattina ho letto un bell’articolo di Chiara Geloni sull’Unità, che dice molte cose importanti:
Dà fastidio, il Pd? E perché? Forse perché è un partito, l’unico in Italia oggi che può definirsi tale, con regole democratiche sue proprie, con un dibattito interno che si svolge alla luce del sole e che non è puro scontro per il potere, con una sua solidità e una sua lettura delle cose oltre il day by day e le ondate emotivo mediatiche? E se è questo il problema, non sarebbe più onesto dichiararlo, e dire che si ha in mente una politica senza partiti e in balia delle ondate mediatiche, un’Italia senza corpi intermedi, una società di individui, senza politica e senza partecipazione, senza gente che ci mette la faccia e che si sente protagonista in un collettivo? Se la battaglia fosse dichiarata, e fosse su questo, sarebbe bello combatterla.
Poi, ieri sera, ho letto una cosa che disse il buon vecchio De Gasperi ad un consiglio dei ministri nel lontano aprile ’47:
Esiste, in Italia, un quarto partito che decide e orienta le campagne della stampa. [...] L’esperienza mi ha convinto che non si governa oggi l’Italia senza attrarre nella nuova formazione di Governo, in una forma o nell’altra, i rappresentanti di questo quarto Partito, del partito di coloro che dispongono del denaro e della forza economica.
Poi, stamattina, leggendo la rassegna stampa, ho trovato un articolo del Corriere della Sera il cui titolo recitava così:
La sinistra riparte da Vasto. Bersani apre, malumori nel Pd.
Ho letto l’articolo. Nessuna traccia di malumori reali, però tante mezze frasi e tanti vaghi accenni. Ho pensato alla ”divergenza tra la realtà del Pd e la narrazione sul Pd” denunciata dalla Geloni e ho pensato a quello che diceva De Gasperi in quel lontano aprile ’47.
E, a quel punto, ho collegato i puntini.

